In una lunga intervista il Campione di Enduro Alex Salvini ci racconta il suo passaggio da Honda a Beta e la sua visione della moto ideale per l’Enduro

Crazywheels.it: Dopo tanti anni con Honda sei passato a guidare una Beta, il passaggio è stato facile oppure no?

Alex Salvini: No, ho impiegato abbastanza per comprendere la nuova moto, per adattarmi io a lei e per adattare lei a me, devo ammettere che ci è voluto tempo, ma poi sono arrivati i risultati.

C: Che differenze hai avvertito tra le due differenti moto?

A: La differenza sostanziale è che le Aziende Europee hanno moto specifiche per l’Enduro, mentre le giapponesi preferiscono adattare la gamma da Motocross all’Enduro, questo significa però avere dei telai più rigidi e dei motori con una erogazione più brusca ed appuntita; tutto ciò si ripercuote sul comportamento della moto ed ovviamente sullo stile di guida. Passare da una tipologia all’altra significa riparametrare tutto.

C: Quindi ritieni che Motocross ed Enduro, pur nella loro similitudine, abbiamo esigenze differenti?

A: Certamente! Nel Motocross hai una pista che ti permette di tirare al massimo, di sfruttare tutta la potenza della moto, pneumatici con maggiore grip e soprattutto conosci il percorso e puoi spingere al massimo. Nell’Enduro, nella realtà non riesci mai a spingere al 100%, non porti mai la moto al suo estremo, senza dubbio non per tutta la gara, serve tanta trazione e maneggevolezza perché i percorsi sono stretti e hai dei fondi molto critici per giunta con pneumatici meno tassellati del cross. Più che la potenza e la rigidità del telaio, serve tanta trazione e risposta in basso del motore.

C: Come ti sei avvicinato e cosa hai cambiato quando sei arrivato in Beta?

A: Veramente non ho cambiato molto, sono partito dalla moto con la cilindrata simile alla mia precedente moto e non ho fatto cambiamenti, proprio per capire come si comportava il differente telaio ed il nuovo motore, poi con il passare del tempo ho iniziato a personalizzare la moto secondo le mie esigenze.

C: Nel proseguire la stagione, che modifiche hai apportato alla moto?

A: A differenza di quello che possono pensare in molti, pur contando sull’ottimo appoggio della Beta, non ho affatto stravolto la moto. Le modifiche apportate sono state al set up delle sospensioni, per adattarle al mio stile di guida le ho decisamente irrigidite rispetto alla moto di serie, poi ho fatto allungare i rapporti e chiesto una risposta più pronta del motore all’apertura del gas. In realtà il maggiore lavoro lo abbiamo fatto sulla posizione in sella, per avere un bilanciamento perfetto della moto ed una posizione come la volevo io.

C: Beta ha in gamma differenti cilindrate, con moto a due e quattro tempi, le hai provate prima di scegliere la tua moto?

A: Mi è stata data questa possibilità, ma ammetto che non l’ho sfruttata e di questo me ne pento, sono subito partito con la “mia” moto senza testare gli altri modelli Beta, era tutto nuovo per me e mi sono concentrato sulla moto che era la più simile a quella con cui avevo corso per tanti anni, solo successivamente ho iniziato a testare anche gli altri modelli Beta, ma oramai era troppo tardi per cambiare modello in gara.

C: Tra gli altri modelli Beta, con quale ti sei trovato meglio?

A: Da quando abbiamo iniziato a testare gli altri modelli Beta, facendo comparative con i tempi e velocità, ho scelto la 350 4T come modello che sicuramente è superiore a tutti gli altri in gara e sicuramente posso anticipare che sarà il modello con cui il prossimo anno cercherò di conquistare il titolo mondiale.

C: Quindi significa che vai più forte con una cilindrata inferiore?

A: Come detto, nell’Enduro non è tanto importante la potenza massima, ma serve leggerezza, maneggevolezza e trazione, tutte caratteristiche che in un 350 sono al top rispetto alla cilindrata superiore, più potente, ma anche più critica da guidare sui difficili fondi che si trovano nell’Enduro.

C: Beta ha in catalogo anche i modelli da 2T, li hai testati e perché li hai scartati?

A: Certo che li ho testati e ci ho anche corso! Ritengo che il 2T abbia grandi potenzialità, ma avendo Beta diversi piloti, si è deciso che io avrei corso con il 4T; quindi non l’ho certamente scartato, anzi un peccato che si sia fatta questa divisione, tra l’altro necessaria per concentrare sforzi e sviluppi sui vari modelli evitando inutili dispersioni di soldi e uomini in progetti simili, ma posso anche dire che oramai sono uno specialista del 4T …

C: Potendo sognare, quale sarebbe la tua moto Beta ideale?

A: Potrai non crederci, ma ho sempre considerato la moto ideale la mia moto, quella con cui corro, se non fosse così non potrei dare il massimo. Ovviamente cerco sempre mi migliorarla, di guardare avanti, ma non posso affermare che la mia moto ideale sarebbe un’altra, se così fosse già l’avrei cambiata!

 

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