La nuova Suzuki GSX-S 750 è la diretta evoluzione del precedente GSR 750, di cui cerca di migliorarne le caratteristiche tecniche e l’estetica, per meglio contrastare l’agguerrita concorrenza, soprattutto di Kawasaki e Yamaha.

Fedele alla più classica delle cilindrate, la rivisitazione tecnica del motore ha permesso di incrementare la potenza e la coppia, senza snaturarne le caratteristiche. Nuovi sono gli iniettori a 10 fori, nuovo l’impianto di scarico, tutta nuova la gestione elettronica del motore, che vede l’introduzione anche del controllo di trazione (tre mappe selezionabili). La potenza è quindi aumentata da 78 ad 84KW dichiarati, mentre appena migliorata è anche la coppia, ora di 81Nm.

La nuova gestione elettronica del motore ha permesso di migliorare i consumi (20.4Km/l dichiarati) e le emissioni inquinanti, visto che ora la moto è omologata Euro4.

Altre migliorie sono state apportate con la funzione che facilità l’accensione del motore a freddo e le partenze da fermo, con il minimo del motore che si alza automaticamente così da facilitare lo spunto da fermo.

Nuova la forcella, a steli rovesciati regolabile nel precarico, e nuovo l’impianto frenante, con pinze ad attacco radiale.

Confermato l’impianto ABS ed aggiunto, come detto, il sistema di controllo di trazione.

Rinnovato anche il forcellone posteriore e nuovi i cerchi.

Nuova anche la strumentazione e tutta l’estetica, identica al GSX-S 1000.

Il serbatoio ha una capacità di 16 litri, tra i colori disponibili: rosso, blu e grigio.

Parere

Il Suzuki GSR si era contraddistinto per le ottime prestazioni ed il prezzo competitivo, tra i difetti l’impianto frenante non eccezionale, ed alcuni aspetti estetici.

La nuova GSX-S risulta essere un’ottima evoluzione, che va a migliorare gli aspetti critici del precedente modello. Valida l’estetica (che rimane comunque soggettiva), anche se in molti avrebbero preferito un forcellone più “scenografico e tecnicamente coinvolgente”; ottima l’evoluzione dell’impianto frenante, sempre valido il motore e vedremo poi l’evoluzione delle sospensioni.

Non eccezionale la capienza del serbatoio, questo per un uso turistico.

Rimane un’ottima moto naked, di sostanza, senza dubbio con una migliore estetica rispetto al passato ed una migliore dotazione tecnica.

Valida sportiva stradale e buona per il turismo veloce, appena sacrificato il passeggero, ma c’è di peggio.

Ottima la possibilità di personalizzarla, attingendo al mercato aftermarket.

Ritengo che ora se la possa giocare alla pari con la sua più diretta concorrente, la Kawasaki Z800, vedremo cosa dirà il mercato.

 

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