Avete rischiato di non leggere questo comunicato, ieri mattina ho visto mia figlia materializzarsi in cucina quando doveva essere ancora in Australia, poteva venirmi un infarto.

Improvvisamente il week end di gara, i problemi, i 1.000 km della notte prima, i prossimi 600 che mi aspettano giovedì, i dieci mesi di lontananza, si è azzerato tutto. Ed ero solo felice di essere a casa ad abbracciarla. L’uomo non è programmato per ricordare la nostalgia, la mancanza, le cose negative si cancellano tutte quando si è molto felici di vedere qualcuno di poterlo stringere in un abbraccio. Un’ ondata di emozioni uno tzunami di gioia. Bellissimo.

Dieci mesi sono passati anche dall’ ultima volta in cui Tatsuki non partiva ultimo, successo già a Misano del 2017 ma per una punizione. Mentre sabato è caduto alla prima curva, per foga, per eccesso di voglia di fare forse, ha distrutto la moto e non qualificandosi è partito ultimo. Abbiamo aggiunto una cosa nuova alla lista di cose da non fare: non tirare prima di aver “messo un fermino". Ormai le cose da non fare dovremmo averle toccate tutte con mano almeno una volta.

La giornata difficilissima si estende anche su Antonelli che fa il suo giro migliore dopo la bandiera a scacchi. Ci sarebbe da incazzarsi e tanto, perché abbiamo dei piloti forti che potrebbero fare tranquillamente a meno delle scie degli altri ma non sono consci delle loro possibilità.

La partenza in ultima posizione porta Tatsu a fare una gara aggressiva all’ attacco, rimonta a suon di giri veloci e qualche sportellata forse una di troppo. Gli ultimi cinque giri inizia a pensare, troppo, e rallenta la sua corsa, tra un’indecisione e l’altra “cosa faccio cosa non faccio” finisce 14° dopo aver toccato anche la 7° posizione. Comunque bravo.

Antonelli finisce 11°partendo dalla 9° posizione. Sono soddisfatto, sta attraversando un momento delicato dopo l’infortunio alla spalla. E’ veloce deve solo scrollarsi di dosso i suoi dubbi le sue perplessità. Arriva al box arrabbiato per una sportellata di Tatsuki. Quella di troppo. Qui il mio ruolo si fa complicato, gestire due compagni di squadra veloci è sempre difficile e si rischia di schierarsi. Io dico solo che spero un giorno di dover cacciare fuori dal box un altro pilota venuto a lamentarsi per una sportellata di Niccolò perché sarà allora che saremo pronti a lottare per il mondiale.

Tre giorni di riposo, un pit stop per ricaricare velocemente le pile e poi tutti in Austria.

-PaoloSic58-

 

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