L'Africa Eco Race 2019 si addentra sempre più in Mauritania raggiungendo quelle zone epiche che hanno reso grande la Dakar negli anni novanta. Amodjar sorge a soli 7 chilometri dalla città di Atar, ben nota a tutti gli appassionati dei rally raid per i suoi trascorsi. E le dune della Mauritania, tanto attese e tanto temute dall'inizio della gara, sono finalmente arrivate insieme ad un paesaggio davvero suggestivo. Il tratto cronometrato oggi contava 445 chilometri e al traguardo Alessandro Botturi (Yamaha), portacolori del Motor Bike Expo è arrivato insieme al suo avversario numero uno in questa competizione, il norvegese Pal Ander Ullevalseter che ha chiuso esattamente a due minuti dall'italiano, perdendo il suo vantaggio in partenza questa mattina.

Botturi partiva in terza posizione oggi ma ha raggiunto i due avversari partiti davanti dopo soli 20 chilometri e ha nuovamente aperto la pista, specialmente nell'ultimo tratto, quando al traguardo mancavano circa 70 chilometri. Il vento dei giorni scorsi aveva reso invisibili le piste già di per sé poco visibili e di conseguenza non è stato facile orientarsi. Ma Botturi non ha sbagliato nulla e la sua corsa si è conclusa con il successo, il quarto dall'inizio del rally: “Abbiamo fatto tutta la tappa insieme oggi – racconta Botturi al bivacco in mezzo al nulla di Amodjar – poi Ulleval ha tentato di andar via e si è messo ad andare forte, ma io non ho mollato e gli sono sempre stato attaccato. Deve sapere che io non mollo e non mi distraggo, io ci sono”.

Una vera tappa mauritana oggi, con di tutto un po' al suo interno: dune, sabbia molle, piste poco visibili e anche la impopolare erba chameaux.

Franco Picco rimasto solo ora in gara dopo la caduta del suo amico ieri, ha potuto elevare un po' il suo ritmo e al traguardo si è presentato con una ottima 11. piazza assoluta che lo ha portato alla 15. posizione in classifica assoluta. “La tipica tappa mauritana – spiegava il pilota vicentino appena arrivato al bivacco – con le dune abbastanza tenere, probabilmente per il vento degli ultimi giorni. C'era da aspettarselo però perchè questa tappa sarebbe dovuta essere la seconda parte della marathon, e la prima ieri era abbastanza veloce, il che significa che in genere il secondo tratto è tosto”. E Picco deve fare anche attenzione ai consumi della sua Yamaha perchè ogni giorno arriva al rifornimento 'impiccato', costretto a rallentare un po' negli ultimi venti chilometri prima del refueling per non incappare in una 'panne d'essence' come la chiamano i francesi.

Domani si riparte per la nona tappa di questa Africa Eco Race e come già ieri sarà nuovamente una tappa ad anello durante la quale le assistenze non si muoveranno dal bivacco: partenza ed arrivo da Amodjar con un chilometraggio totale di 482,82 chilometri suddivisi fra un primo trasferimento da 38,7, una speciale da 374,37 e un ultimo trasferimento da 69,72 km. Si tratta di una speciale che si è già corsa lo scorso anno ma questa volta verrà effettuata al contrario.

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